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RSA Aperta

R.S.A. APERTA

La Fondazione Casa di Riposo di Asola ONLUS ha sottoscritto, in contraddittorio con l'ATS di Mantova, il contratto per l’erogazione delle prestazioni denominate RSA Aperta, previste dalla D.G.R. n. 2942/2014, con remunerazione a carico del fondo sanitario regionale, in base al quale l'Ente si impegna a prestare la propria attività a favore dei soggetti beneficiari di voucher, individuati dalla A.T.S.

La misura di RSA APERTA è stata istituita principalmente a sostegno della famiglia e dei care-giver (persone che prestano assistenza a qualsiasi titolo) di persone non autosufficienti con più di 75 anni o con problemi di demenza senile o morbo di Alzheimer.

Sono previsti 3 diverse tipologie di profili, corrispondenti alla intensità del bisogno:

Profilo 1: a cui corrisponde un voucher mensile di € 350, con prestazioni tendenzialmente legate all’intervento di figure professionali con l’obiettivo di integrare/sostituire il lavoro del care-giver.

Profilo 2: a cui corrisponde un voucher mensile di € 500, con accessi a frequenza decrescente ed integrazione professionale per esempio per addestrare il care-giver nelle tecniche di assistenza e per la gestione dei disturbi comportamentali.

Profilo 3: a cui corrisponde un voucher mensile di € 700, con prestazioni a maggiore intensità assistenziale con più figure professionali coinvolte e/o care management intenso.

Per fare domanda di accedere al servizio, che come si è detto in precedenza è gratuito per l'utente, con i limiti sopra esposti, occorre rivolgersi al Distretto dell'A.T.S. competente per residenza. L’A.T.S. provvede a comunicare alla Fondazione l’accesso ai servizi delle persone che hanno fatto richiesta e sono state valutate ed accettate.

Nella comunicazione viene indicata la misura per la quale è attivato il progetto, il profilo, gli obiettivi, le figure professionali interessate per il raggiungimento degli esiti, l’impegno in termini di numero di ore ed accessi nonché l’importo mensile e la durata del voucher autorizzato. In allegato alla comunicazione viene trasmesso il Progetto Individuale (P.I.).

Il P.I. definisce nelle linee generali gli obiettivi e le prestazioni/interventi più adeguati per rispondere ai bisogni e riporta tutte le informazioni relative al paziente, al care-giver di riferimento e l’indicazione del medico curante.

La Fondazione, in qualità di Ente erogatore dei servizi, provvede alla presa in carico della richiesta ed alla attivazione delle figure idonee dal punto di vista professionale necessarie, indicate nel profilo di riferimento. Entro 5 giorni lavorativi dalla ricezione della documentazione la Fondazione deve redigere il piano di assistenza individuale (P.A.I.), che deve essere coerente con il P.I. predisposto dall’A.T.S.

Le eventuali diverse attività possono essere composte in modo flessibile, anche all’interno del pacchetto, fino al raggiungimento del voucher corrispondente, così da modulare gli interventi sulla reale necessità dei bisogni.

Le prestazioni che possono concorrere alla formazione del pacchetto possono essere così esemplificate:

  • valutazione dei bisogni, da effettuarsi al domicilio all’atto della stesura del P.A.I. o anche successivamente, se necessario;

  • integrazione e sollievo del lavoro del care-giver con accessi domiciliari prestabiliti e concordati, per attività di carattere tutelare quali igiene personale, trasferimenti, bagno assistito, aiuto ai pasti, mobilizzazione, ecc.;

  • sostituzione temporanea del care-giver con accessi domiciliari prestabiliti e concordati, per attività di carattere tutelare quali igiene personale, trasferimenti, bagno assistito, aiuto ai pasti, mobilizzazione, ecc.; e permettere allo stesso di riposare o svolgere commissioni;

  • interventi qualificati di accompagnamento, sostegno alla famiglia, dialogo, compagnia tutelare, uscite per favorire l’autonomia motoria, ecc.;

  • adattamento degli ambienti, con proposte di interventi e soluzioni;

  • addestramento del care-giver nelle varie attività assistenziali;

  • stimolazione cognitiva;

  • sostegno e terapia occupazionale;

  • attività amministrativa, per tenere i contatti telefonici o a domicilio.

Il P.A.I. deve essere redatto a cura del care manager (coordinatore del servizio), appositamente designato dall’Ente: un dipendente o convenzionato con le mansioni di educatore professionale, o animatore, o infermiere professionale, o fisioterapista. Per la redazione del piano di assistenza individuale, l'operatore si recherà al domicilio della persona da assistere. Una copia del P.A.I. dovrà essere consegna all’interessato che lo sottoscriverà per accettazione, a valere quale consenso informato, se in grado di farlo, oppure la sottoscrizione verrà apposta dall'amministratore di sostegno (se esistente) o dal care giver. Lo stesso dicasi per la dichiarazione relativa al consenso per il trattamento dei dati personali.

Il P.A.I. sarà tempestivamente trasmesso all’A.T.S. e formerà parte integrante della documentazione agli atti; può essere successivamente rivisto ed aggiornato in ragione dei mutamenti dei bisogni ed alla necessità di calibrare gli interventi, su richiesta della Fondazione, previa rivalutazione da parte dell’A.T.S.

I servizi erogati saranno rilevati in apposito diario, conservato presso la Fondazione, che riporterà analiticamente gli interventi al domicilio effettuati dalle figure professionali designate, con l’indicazione della data, degli orari di inizio e di conclusione e una breve descrizione delle operazioni svolte. Sulla scheda relativa ad ogni intervento dovrà essere apposta la firma dell’operatore e del care-giver.

Parte integrante del progetto è riferito al periodico monitoraggio del servizio a cura del care manager che, a seconda del profilo di intervento, viene così previsto:

-Leggero (che prevede contatti telefonici con le famiglie con cadenza quindicinale);

-Medio Alto (che prevede l’accesso domiciliare quindicinale del care manager);

-Intenso (che prevede l’accesso domiciliare settimanale del care manager).

 

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